Bozza di intesa tra il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, Patroni Griffi, le Regioni, le Province e i Comuni, le Organizzazioni sindacali

Pubblicato il 09/05/2012, in Normativa Riforma Brunetta.

La bozza di accordo raggiunta dal Ministro Patroni Griffi prefigura elementi importanti per una “riforma” del pubblico impiego, intervenendo su diversi aspetti, analizzati in questo articolo.

La bozza di accordo raggiunta dal Ministro Patroni Griffi prefigura elementi importanti per una “riforma” del pubblico impiego, intervenendo su aspetti quali:
• le relazioni sindacali;
• la razionalizzazione e la semplificazione dei sistemi di misurazione, valutazione e premialità, nonché del ciclo della performance;
• le regole riguardanti il mercato del lavoro nel pubblico impiego, tra le quali assume particolare rilievo la disciplina dei licenziamenti;
• i sistemi di formazione del personale;
• ruolo, funzioni e responsabilità della dirigenza pubblica.
I contenuti dell’accordo, che dovranno essere recepiti all’interno di un disegno di legge delega, vanno nell’ottica di un aggiustamento del percorso avviato con la Riforma Brunetta, che tuttavia sembra, almeno su alcuni aspetti, prefigurare il rischio di un ritorno al passato. A ciò si aggiunge la definizione di un percorso “parallelo”, sul tema dei licenziamenti disciplinari, rispetto ai contenuti della Riforma Fornero del mercato del lavoro, escludendo la possibilità dell’indennizzo e mantenendo l’obbligo del reintegro del dipendente.
Si segnalano inoltre i seguenti punti chiave dell’accordo:
• emerge l’intenzione di promuovere un coinvolgimento più strutturato ed attivo di regioni ed enti locali nel delineare i contenuti della riforma. Tale aspetto era mancato nella riforma Brunetta, e ciò ha contribuito a costruire un quadro normativo difficilmente adattabile alle peculiarità di tali enti;
• i contratti potranno tornare ad avere un ruolo forte anche su tematiche che la riforma Brunetta ha riservato alla legge o al potere del dirigente;
• è previsto il superamento delle fasce di merito stabilite dal d.lgs. 150/2009, e si punterà più sulla performance organizzativa che su quella individuale;
• la mobilità viene riportata alla concertazione e a percorsi di formazione e qualificazione professionale;
• l’assunzione a tempo indeterminato e per concorso pubblico, quale modalità principale per l’accesso al lavoro pubblico.

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